Circolo Aeromodellisti di Guidonia

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z Questo libretto è una guida per gli istruttori del Circolo Aeromodellisti Guidonia e i loro allievi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Circolo

Aeromodellisti

Guidonia

 

 

Programma addestramento per il volo Radio Comandato

Versione 1

 

Traduzione del “Pilot training program” del NDRCC di Dallas

adattato e ampliato dal Circolo Aeromodellisti Guidonia

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo libretto è una guida per gli istruttori del Circolo Aeromodellisti Guidonia e i loro allievi.

Trova applicazione su come addestrare i neofiti al volo degli aeromodelli RC. Tuttavia ci sono molte informazioni utili a tutti i piloti.

Istruttori: leggete tutto il documento e rileggetelo in modo da mantenere alto lo standard istruzionale rivolto agli allievi. Alla fine del documento troverete anche, una lista equipaggiamento per il campo e una check-list meccanica.

Se sei molto esperto ed una cosa non ti sembra necessaria o è scontata significa che la devi insegnare o trasmettere. Alcuni piloti R/C di grande esperienza ammettono di non avere la pazienza di insegnare ai principianti. In più insegnare richiede l’abilità di vedere le cose attraverso gli occhi del principiante, ed essere capaci di mettersi al suo stesso livello. Bisogna rammentare che tutto nasce dall’esperienza e dalla pratica. Lo scopo di questo scritto è insegnare ai piloti esperti come addestrare i principianti al volo R/C.

 

 

CAPITOLO 1

 

 

1.1. Introduzione

 

1.1.1 Obiettivi del programma. In ogni campo di volo vi sono numerosi piloti di buona esperienza che possono prendere in considerazione l’idea di diventare un istruttore R/C e in questo testo vi sarà mostrato come.

Gli obiettivi della scuola aeromodellismo Guidonia sono:

  • Promuovere l’aeromodellismo.
  • Trattenere i nuovi arrivati al club.
  • Mantenere un alto livello di iscritti al club.
  • Migliorare la sicurezza.
  • Raggiungere un alto e uniforme standard di istruzione.
  • Assicurare un sufficiente numero di istruttori qualificati.

Ci sono molti modi per insegnare il volo radiocomandato, e non ci sono due istruttori che sono completamente d’accordo su ogni concetto che deve essere insegnato. Il metodo mostrato è molto semplice ma dopo anni ha mostrato di essere molto efficace. Sia gli allievi sia gli istruttori sono invitati a dare suggerimenti per meglio adattare e migliorare il programma.

Il traguardo del programma di istruzione è di portare ciascun allievo al punto di volare da solo in sicurezza. Naturalmente ci auguriamo che ogni istruttore possa assistere il proprio allievo anche nell’apprendimento di figure acrobatiche, tuttavia questo testo è rivolto solo al volo basico.

Questo metodo di insegnamento si suddivide in quattro livelli progressivi che consentono all’allievo di progredire sino al volo da solista, inoltre limita le cose di cui l’allievo deve imparare mentre apprende il volo R/C.

Di seguito saranno elencate alcune note per gli istruttori novizi

 

1.1.2 Insistere sull’uso del doppio R/C. Mentre istruttori con molta esperienza sono in grado di insegnare senza il doppio R/C, gli istruttori novizi avranno modo di costatare in quanti assetti precari possono mettere l’aeromodello i principianti. E’ facile immaginare che in un assetto critico magari vicino al suolo dover passare il R/C può determinare una rottura.

Gli istruttori esperti possono insegnare facilmente i primi passi del volo R/C (livello 1 e 2) senza doppio R/C perché sino a che l’aeromodello è alto non è in pericolo. Viceversa quando l’allievo imparerà decollo e atterraggio è chiaro che l’istruttore potrà fare poco per salvare l’aeromodello vicino a suolo.

Con il doppio comando, l’istruttore ha il controllo totale evitando quindi rotture e di conseguenza ne gioverà il percorso addestrativo.

Gli allievi tendono ad essere un pò ansiosi di progredire. L’istruttore svilupperà la “sensazione” per quando l’allievo ha progredito abbastanza da accedere tranquillamente al livello successivo. In caso di dubbio mantenere il corrente livello sino a che l’istruttore non è assolutamente sicuro.

 

1.1.3 L’istruttore deve essere pronto ad assumere il controllo. L’istruttore deve essere pronto a prendere il controllo dell’aeromodello al primo segno di errore, il che all’inizio potrebbe succedere molto spesso e questo potrebbe frustrare l’allievo, ma con una spiegazione da parte dell’istruttore risolverà sicuramente il problema. E’ di grande importanza che l’istruttore, quando prende il controllo, lo dichiari in modo che l’allievo non sia convinto di controllare l’aeromodello quando invece non è così.

 

1.1.4 La pazienza è la chiave vincente. Gli allievi hanno difficoltà con cose che per l’istruttore sono normali e semplici. Se egli mostra la frustrazione l’allievo perderà confidenza con l’istruttore. Esso deve costantemente incoraggiare e motivare l’allievo.

 

1.1.5 Siate aperti a nuove strade per insegnare le cose. La strada migliore per insegnare qualcosa è insegnarla. Sarete sorpresi di quante cose imparerete dalle domande di un principiante. E per dare una spiegazione su un determinato argomento è necessario comprenderlo bene. Per cose che non sapete spiegare chiedete ad un’altro istruttore o ancora meglio documentatevi.

 

1.1.6 L’allievo deve avere sempre i pollici sugli stick. Durante i primi momenti dell’addestramento l’allievo spesso tende una volta azionato lo stick a sollevare i pollici. E’ necessario per una corretta impostazione forzarlo a mantenere sempre i pollici sugli stick in modo che quando sarà necessario coordinare tutti i comandi ad es. durante decollo e atterraggio sarà molto più facile e pronto.

 

1.1.7 Individuare il punto di “saturazione” dell’allievo. Tutti abbiamo un limite giunto al quale nuove informazioni non sono più recepite. Tenete presente che l’allievo specialmente durante i primi voli è molto concentrato, quindi “bombardarlo” di nuove informazioni non sortisce effetti positivi. Un sintomo molto comune di questo è quando l’allievo vola bene per otto dieci minuti poi comincia a commettere errori che normalmente non fa, magari su cose già acquisite. L’istruttore deve essere abile a riconoscere quando l’allievo ne ha abbastanza. In questo caso prendere il controllo dell’aeromodello atterrare e fare una pausa.

 

1.1.8 Due passi avanti uno indietro. L’istruttore deve ricordare che l’allievo può avere difficoltà durante il suo iter per imparare a volare. Può accadere che cose già spiegate e che l’allievo sembra aver acquisito si trovi nuovamente in difficoltà sulle stesse cose magari dopo un periodo di inattività (scassatura o brutto tempo ecc.). Ciò può essere frustrante per l’istruttore. La cosa migliore è sfoderare tutta la pazienza e pensare che ovviamente l’allievo non lo fa di proposito. Un buon modo per minimizzare il problema è che se l’allievo ha avuto una lunga pausa di volo si rivedano a terra ed in volo i concetti sino a quel momento acquisiti prima di procedere con un nuovo livello.

 

1.2. L’approccio basico e preferenze di volo

 

Questa sezione è dedicata alle domande più frequenti, regole del club, una presentazione di cosa rende un aeromodello un buon trainer, alcune note sulla sicurezza, assemblaggio e regolazioni dell’aeromodello compresa la carburazione del motore. Questa parte è diretta all’allievo quindi va fornita a lui in forma cartacea e poi spiegata in modo che quando ci si reca al campo di volo esso possa meglio comprendere le varie cose.

 

1.2.1 Premessa. Prima di andare al campo di volo per la prima volta ci sono molte cose da spiegare. Per esempio, l’allievo deve conoscere le basi dell’aerodinamica e del volo, le funzioni degli stick sul trasmettitore (alettoni, elevatore, motore, e direzionale) e le funzioni di ciascun controllo. L’aeromodello dell’allievo deve essere controllato dall’istruttore, deve essere timmato in volo, messo a punto e configurato per il doppio comando. Questi pre-requisiti sono spiegati in dettaglio nella sezione due e appendice ? di questo manuale.

 

1.2.2 Preferenze di volo. L’istruttore tende a insegnare le cose che lui conosce, quasi come le ha imparate a sua volta.

Tenete presente che ci sono molti modi per insegnare le varie parti del volo. Il buon istruttore deve riconoscere che la sua strada non è né l’unica né la migliore e quindi spaziare con la mente e trovare la soluzione migliore per ciascun allievo.

 

1.2.3 Come gestire il problema sinistra/destra? I principianti hanno il problema di come gestire le virate. Dopo aver iniziato la virata tendono a dimenticarne il senso (destra/sinistra) e spesso danno il comando errato per uscire dalla virata. Prima di tutto stabilire con l’allievo che il comando sinistra/destra è sempre riferito alla posizione dello stick, non dell’aeromodello. Questo semplifica di molto il processo di apprendimento dell’allievo. Un’altra cosa che semplifica molto è insegnare all’allievo che quando l’aeromodello vola verso di lui per raddrizzare le ali è sufficiente spingere lo stick nella direzione dell’ala bassa. Un’altra cosa molto utile è far dire all’allievo all’inizio della virata da quale parte muove lo stick.

 

1.2.4 Quanto motore usare? Generalmente metà gas o ¾ è più che sufficiente e di conseguenza trimmare l’aeromodello per questo set di motore. Questo assicura un volo dolce e minimizza la naturale tendenza dell’allievo a supercontrollare l’aeromodello. Naturalmente quando l’allievo avrà acquisito un minimo di pratica l’istruttore gli farà far pratica con tutti i settaggi di motore dal minimo al massimo.

 

1.2.5 Quanta escursione dei comandi è necessaria? Solitamente gli allievi hanno la naturale tendenza a supercontrollare l’aeromodello, l’istruttore tende a regolare i comandi in modo che siano più dolci, minimizzando l’escursione. Questo significa che l’allievo dovrà muovere molto gli stick per causare una reazione del modello. Però l’ottimale è rendere il modello abbastanza sensibile per tre ragioni. Primo, l’allievo deve imparare il controllo preciso necessario con superfici di comando sensibili. Secondo, in presenza di giornate ventose una escursione minima delle superfici di comando può non essere sufficiente a correggere determinati assetti. Terzo, l’istruttore potrebbe avere necessità di un aeromodello abbastanza sensibile per la rimessa da assetti precari. Generalmente nelle istruzioni dei modelli pronti al volo (ARTF) o sui disegni costruttivi sono indicate le escursioni dei comandi e costituiscono un buon punto di partenza.

 

1.2.6 Quando insegnare le virate coordinate col direzionale? Generalmente la cosa migliore è insegnare il volo basico senza l’uso del direzionale (eccetto per il controllo direzionale a terra durante il rullaggio). La maggior parte degli aeromodelli trainer, virano bene con l’uso degli alettoni e dell’elevatore. Naturalmente le virate coordinate con l’uso del direzionale sono più piacevoli a vedersi e più realistiche, inoltre il direzionale è di grande aiuto durante l’atterraggio col vento al traverso. Tuttavia all’inizio con i principianti è meglio dare la priorità alla semplicità. Una volta imparato il volo basico sarà possibile aggiungere l’uso del direzionale.

 

1.2.7 Avvicinamento finale, una o due virate? Se si insegna il volo realistico, il pilota RC farà due virate durante l’avvicinamento finale. Una di 90° dal tratto sottovento al tratto base e un’altra di 90° dal tratto base al tratto finale. Per semplificare si può insegnare agli allievi di fare una virata unica di 180° dal tratto sottovento al tratto finale.

 

1.2.8 Qual è la limitazione di vento? La maggior parte degli allievi impara più facilmente in giornate calme, solo che se si cercano giornate con calma di vento si rischia di non volare più. Tuttavia c’è un punto in cui il vento soffia forte abbastanza perché l’allievo trova delle difficoltà nel controllare l’aeromodello. Per i primi 10-15 voli si raccomanda che il vento non superi i 10 - 15 Km/h (brezza). Man mano che l’allievo progredisce si potrà volare in giornate più ventose. Attenzione è importante essere cauti quando il vento soffia al traverso. Gli aeromodelli trainer ad ala alta e con il diedro un po’ accentuato non sopportano bene il vento al traverso. Nel caso del nostro Circolo non ci sono grossi problemi perché ci sono due piste incrociate a 90°.

Quando l’allevo dovrà imparare decollo e atterraggio l’istruttore avrà cura di scegliere una giornata in cui il vento soffia parallelo alla pista.

 

 

CAPITOLO 2

 

 

2.1 Istruzioni prevolo

 

All’inizio l’allievo tenderà a bombardare l’istruttore di domande riguardanti i vari aspetti di quest’hobby. Questa sezione del programma è dedicata ai principianti e alle più frequenti e ricorrenti domande. Pensando che un’istruttore abbia un certo livello di esperienza e magari possa dare per scontato certe cose, questa presentazione insieme all’esperienza dell’istruttore stesso dovrebbe fornire un valido aiuto ai principianti.

 

2.1.1 Come funziona un’apparato di Radio Comando o RC? Come ogni tipo di radio, un trasmettitore (nelle mani del pilota) è usato per inviare un segnale al ricevitore (alloggiato nell’aeromodello). Entrambi sono alimentati da batterie ricaricabili. La radio ha vari canali. Ciascun canale è usato per controllare una funzione dell’aeromodello. I servocomandi (o servi) sono degli attuatori che vengono usati per far muovere le varie superfici di comando. Il numero minimo di canali richiesto per un aeromodello trainer e per buona parte degli aeromodelli sportivi (da divertimento ad ala alta o bassa) è quattro. Questi canali controllano: alettoni, elevatore, direzionale, motore. Due levette o stick (tipo quelle delle consolle dei giochi) sul trasmettitore permettono al pilota di controllare i quattro comandi basici sopraccitati. Solitamente lo stick di destra controlla il motore (alto/basso) e gli alettoni (destra/sinistra), lo stick di sinistra controlla l’elevatore (alto/basso) e il direzionale (destra/sinistra). I comandi di alettoni, direzionale, elevatore hanno un ritorno al centro a molla, cioè azionando questi comandi lo stick una volta rilasciato tornerà sempre al centro, il comando motore rimane dove viene lasciato.

Bisogna tener presente che vi sono radiocomandi con più di quattro canali, ne esistono di molto sofisticati sino a 10 canali computerizzati, servono per controllare funzioni tipo carrelli retrattili, flaps, fumogeni ecc. Dovendo acquistare un radiocomando per la prima volta con poca spesa in più si può acquistare un RC con cinque o sei canali in modo che una volta imparato ci si può sbizzarrire senza dover affrontare di nuovo la spesa del RC. Comunque indipendentemente dal RC acquistato ci occuperemo delle quattro funzioni basiche.

All’interno dell’aeromodello, il servo riceve i segnali dal radio ricevitore quando qualsiasi stick è mosso sul trasmettitore. I servi rispondono in accordo ai movimenti degli stick e causano il movimento delle superfici di comando in sincronia col movimento degli stick stessi.

 

 

2.2 Altra terminologia riguardante il RC.

 

2.2.1 Trim. Sono quattro piccole levette poste due a due di fianco e di lato a ciascun stick. Non è possibile aggiustare ciascun servo con il relativo collegamento meccanico alla superficie di comando sino a che no è stato effettuato il primo volo. Per esempio l’aeromodello tende a salire lasciando al centro lo stick. Il controllo trim sull’elevatore consente di aggiustare il punto neutro del servo in modo che l’aeromodello voli livellato senza toccare lo stick dell’elevatore. In altre parole i trim permettono al pilota di regolare il trasmettitore in modo che l’aeromodello voli dritto e livellato senza toccare gli stick. Tutti gli apparati RC sono dotati di trim sui quattro comandi basici. E’ raccomandato di effettuare gli aggiustamenti ai leveraggi di connessione in modo che l’aeromodello voli livellato senza toccare gli stick e con i trim al centro.

Naturalmente per la messa a punto sarà necessario qualche volo, perché la regolazione sarà sempre più fine volo dopo volo. E’ importante questo aggiustamento perché se i trim per errore vengono portati fuori dalla loro regolazione di volo “senza mani” è difficile riportarli nella loro posizione originale se non sono settati al centro o lì nei pressi. Un aeromodello non perfettamente “trimmato” può essere difficoltoso da far volare per un pilota di una certa esperienza, figuriamoci da un principiante. Durante il primo volo l’istruttore trimmerà l’aeromodello e successivamente dirà all’allievo come aggiustare i leveraggi delle superfici di comando.

 

2.2.2 Servo reversing (inversione di corsa del servo). Alle volte è quasi se non del tutto impossibile montare il servo in modo che azioni la superficie di comando nella giusta direzione.

Questa funzione, di solito tramite un micro interruttore posto sul trasmettitore, permette di cambiare il senso di rotazione del servo in risposta al movimento dello stick in una determinata direzione. Questa funzione è ormai standard sui moderni RC.

 

2.2.3 Dual rates (doppio rateo). Questa funzione, che non è presente in tutte le radio, permette di cambiare, con l’azionamento di un interruttore, l’escursione delle superfici di comando (solitamente alettoni, direzionale, elevatore). Su alto rateo il servo si muoverà su tutta la corsa (a meno di limitazioni di corsa impostate con apposite regolazioni), su basso rateo il servo si muoverà solo di una certa percentuale della corsa totale (ad esempio 40 – 60%). Questo può essere utile per i principianti perché si può ridurre la sensibilità dell’aeromodello in volo e in atterraggio o a bassa velocità azionando l’interruttore apposito ripristinare tutta la corsa disponibile della superficie di comando.

 

2.2.4 Mixing (miscelazione). Questa funzione permette di miscelare due comandi ad esempio azionando gli alettoni si muove anche il direzionale di una certa entità (programmabile) per ottenere una virata coordinata. Per i piloti esperti è una funzione molto utile ma non per i principianti, non li aiuta ad imparare il volo basico.

 

2.2.5 AM, FM-PPM, FM- PCM quale stile di radio?. Generalmente parlando la più affidabile (e più costosa) è la radio FM-PCM (Modulazione di Frequenza – Modulazione ad Impulsi Codificati).

Al secondo posto in termini di affidabilità (ed in ordine di prezzo) c’è l’FM-PPM (Modulazione di Frequenza – Modulazione ad Impulsi di Fase). Infine c’è l’AM (Modulazione d’Ampiezza) quasi completamente in disuso. Ai principianti raccomandiamo l’acquisto di una radio in FM-PPM, o FM- PCM.

 

2.2.6 Trainer system (doppio comando). Questa funzione permette di imparare a volare nella maniera più sicura. Sarà dedicato un apposito paragrafo più avanti, per adesso si raccomanda al principiante di munirsi di radio che incorpori questa funzione.

 

2.2.7 Quanti aeromodelli possono volare contemporaneamente?. Teoricamente molti, basta rispettare la spaziatura di frequenza per non causare interferenze. Sul nostro campo di volo è stato deciso di limitare a tre aeromodelli contemporaneamente in volo. Importante: se un pilota a terra accende il trasmettitore quando è in volo un altro pilota con la stessa frequenza quest’ultimo quasi sicuramente perderà il controllo dell’aeromodello. Per questa ragione tutti e specialmente i principianti devono, prima di accendere il trasmettitore, verificare la frequenza dei modelli in volo.

 

2.2.8 Quanto può durare un volo?. Dipende dalla cilindrata del motore e dalla capacità del serbatoio. Solitamente un motore da 6.5 – 7.5 cm³ e 300 – 350 cc di miscela consentono di volare per circa 10–12 minuti in sicurezza.

 

2.2.9 Cosa succede se si spegne il motore in volo? Molti aeromodelli specialmente i trainer veleggiano bene. Nelle mani di piloti di media esperienza possono atterrare tranquillamente con il motore spento. Naturalmente l’altitudine, l’assetto, e la posizione al momento in cui si spegne il motore determinano la difficoltà per l’atterraggio. Più si è alti e più c’è tempo per posizionare il modello per un sicuro atterraggio.

 

2.2.10 Quanto può volare lontano un aeromodello?. La regola spicciola è: se lo vedi ne hai anche il controllo! Generalmente la portata e di circa due chilometri.

 

2.2.11Quanto possono volare veloci?. Dipende dal tipo di aeromodello. Un trainer può volare a 60-100 Km/h, un acrobatico a 80-120 Km/h un modello per le corse al pilone (pylon) a più di 200 Km/h.

 

2.2.12 Quanto possono volare alti?. Tanto quanto riesci a vederlo, di nuovo, se lo vedi ne hai anche il controllo! Da alcune prove fatte sul campo con un modello di 1,60 cm di apertura alare è salito sino a più di 500mt di altezza (rilevato con un orologio dotato di barometro che memorizza la quota massima raggiunta) e a quella quota era praticamente un puntino.

 

2.2.13 Volare con un aeromodello è come volare con un aeroplano vero? In essenza sì, i principi sono gli stessi, ciò che cambia è che sull’aeroplano i comandi sono sempre istintivi ed un qualsiasi cambiamento è avvertito sia tramite gli strumenti sia tramite le sensazioni fisiche. L’aeromodello richiede sia un buon occhio e sia una buona mano perché in ogni manovra l’unica sensazione percettiva è quella visiva.

 

2.2.14 E’ difficile e quanto tempo ci vuole per imparare a volare ? Rispondere a questa domanda dando dei tempi è impossibile. Innanzi tutto bisogna affermare che tutti riescono ad imparare a volare. Ciascuno di noi ha attitudini diverse, tempi di apprendimento diversi, dipende con che frequenza ci si reca al campo di volo. A tal proposito all’inizio è bene recarsi con una certa frequenza al campo di volo, inoltre se l’istruttore e l’allievo sono disponibili è consigliato volare nei giorni infrasettimanali perché non c’è nessuno e quindi si può volare di più. Una raccomandazione importante ai principianti: non provate a far volare il vostro aeromodello da soli fino a che non avrete conseguito la certificazione per volare da soli, rischiate di rompere parecchi aeromodelli e magari senza imparare.

 

2.2.15 Di che grandezza deve essere l’aeromodello e che cilindrata di motore scegliere ? Come abbiamo detto in precedenza il modello migliore per imparare è il modello ad ala alta con apertura alare da 1.60 cm a 2.00cm e il motore deve avere una cilindrata da 6.5 a 10 cm³. Scegliere modelli e motori più piccoli è sconsigliato perché diventano più critici nel pilotaggio specialmente in giornate un po’ ventose. Qui vale lo stesso discorso fatto per l’acquisto del radiocomando, se iniziamo con un motore da 7,5 cm³ (di conseguenza un aeromodello per questo motore) sarà adatto per i successivi aeromodelli.

 

2.2.16 Qual è la parte più difficile del volo ? Decollo e atterraggio. L’istruttore insegnerà come tenere l’aeromodello in aria, quindi insegnerà le virate, salite e discese e quando l’allievo sarà familiare con queste cose insegnerà l’atterraggio. Infine l’ultima fase sarà l’apprendimento del decollo e del rullaggio a terra.

 

2.2.17 Quanto vento può esserci ? Piloti esperti volano con il vento che soffia oltre i 30 Km/h, ma in queste condizioni c’è anche turbolenza di conseguenza il volo risulta difficoltoso. Come già detto per i principianti la cosa migliore è volare in condizioni di brezza.

 

2.2.18 I simulatori di volo per aeromodelli possono aiutare ? Sicuramente sì per imparare i comandi ed il loro effetto, le virate ecc., in sostanza sono utili per accelerare l’apprendimento. Bisogna tenere presente che non sostituiscono l’aeromodello.

 

2.2.19 Che cosa rende un aeromodello adatto per imparare ? Vedremo qui di seguito alcune caratteristiche che deve avere un aeromodello trainer. Quando applicabile verrà data anche la traduzione in inglese di alcuni termini perché molte scatole di montaggio o modelli già pronti al volo sono di provenienza estera e questo può aiutare nella comprensione dei termini scritti sulla scatola stessa.

  • Ala alta (high wing). Tutti gli aeromodelli trainer sono ad ala alta, perché sono molto stabili. Dato che la fusoliera si trova al disotto dell’ala, l’aeromodello ha la naturale tendenza a rimettersi in condizioni di ali livellate dopo una virata.
  • Profilo alare (wing section). Deve essere piano convesso (in inglese Flat Bottom) o biconvesso asimmetrico (in inglese semi-symmetrical) (vedi figura).

 

Piano convesso

 

Biconvesso asimmetrico

 
 

 


  •  Il profilo piano convesso fornisce molta portanza (la forza sostentatrice generata dall’ala) rende l’aeromodello molto stabile e controllabile alle basse velocità e non è molto adatto per fare acrobazia. Il profilo biconvesso asimmetrico fornisce un po’ meno portanza, il modello è un po’ meno stabile, è più veloce e permette di eseguire una moderata acrobazia.
  • Estetica rudimentale. Gli aeromodelli trainer di solito sono abbastanza squadrati e semplici nell’estetica questo perché in caso di danni le riparazioni sono più semplici.Qui di seguito un piccolo elenco di aeromodelli consigliati:

 

-         Gladiator (prod Olympic) per motori da 6,5 – 7.5 cm³.

-         Telemaster (prod Scorpio) per motori da 10 cm³.

 

  • Il mio primo aeromodello devo costruirlo o lo acquisto già assemblato? Questa è una scelta puramente personale, se ami costruire realizzare con le tue mani è consigliabile acquistare una scatola di montaggio. Con questa soluzione si risparmia abbastanza denaro e avrai la soddisfazione (molto grande) di far volare un aeromodello costruito da te. Inoltre avrai i disegni per ricostruirlo o per effettuare le inevitabili riparazioni. Se invece desideri volare il più presto possibile la soluzione è il modello quasi pronto al volo. E’ doveroso precisare che comunque è necessario un certo lavoro di assemblaggio (per installare la radio il motore ecc.). Naturalmente il prezzo di acquisto è più alto rispetto alla soluzione precedente. Attenzione: in ogni caso prima di acquistare o se avete già acquistato il vostro aeromodello contattate un istruttore per i consigli del caso.
  • Scelta della grandezza dell’aeromodello e della cilindrata del motore. L’aeromodello dimensionato per un motore da 6.5 – 7.5 cm³ e un motore da 7.5 cm³ è un buon compromesso tra prestazioni ed economia. Se il costo non è un problema un modello e un motore da 10 cm³ è la scelta migliore in quanto è più stabile è più facile da vedere in aria. Per quanto riguarda la marca del motore il miglior rapporto qualità/prezzo è il Supertigre, poi c’è l’OS motore eccellente ma costa un poco in più. Il criterio di scelta del motore è il seguente: scegliere un motore che sia nel mezzo o nella parte superiore del range indicato per il mostro aeromodello, ad esempio se sulla scatola di montaggio o Kit prefabbricato o disegno costruttivo viene indicato che il modello può montare motori da 5 a 8 cm³ il motore che andremo ad acquistare sarà da 6.5, 7.5 o 8 cm³. Come regola generale è meglio attestarsi verso la cilindrata più alta, questo perché il decollo è più semplice, quando si impara l’atterraggio in caso di riattaccata si guadagna quota più rapidamente. In più una volta imparato a volare, un motore da 7.5 cm³ in su è buono per il successivo aeromodello.

 

2.2.20 Che cos’è il sistema doppio comando ? Immaginate che avete costruito il vostro aeromodello e vi recate al campo di volo per la prima volta. Il vostro istruttore farà il volo di collaudo e gli aggiustamenti necessari. Adesso è il vostro turno, l’istruttore farà il decollo e una volta in aria vi passerà il RC. Se sei un principiante completamente a digiuno tenderai a dare comandi esagerati e presto l’aeromodello si troverà in assetto inusuale e l’istruttore dovrà velocemente prendervi il RC e rimetterlo in linea di volo, per poi ripassarvi il trasmettitore. Quando tutto questo succede in quota poco male, ma vicino terra l’esito può essere una rottura parziale o totale dell’aeromodello.

Il doppio comando consiste in due trasmettitori, uno principale e uno secondario, collegati da un cavo. Voi avete il secondario l’istruttore il principale. Una volta in aria l’istruttore azionerà un interruttore e vi passerà il controllo, in caso di problemi l’istruttore rilascerà l’interruttore riguadagnando il controllo

 

2.2.21 Ispezione pre–volo. Nei principianti l’esperienza costruttiva è molto varia, si va da chi non ha mai costruito un aeromodello a chi magari ha costruito aeromodelli in volo circolare o altre categorie. I modelli pronti al volo richiedono poco assemblaggio però vanno accuratamente controllati. Per questo si insiste molto sul controllo pre-volo e sulla messa a punto prima di iniziare l’addestramento.

I problemi comuni di solito sono: servi che muovono le superfici di comando nella direzione sbagliata, la ricevente e le batterie non sono avvolte nella gomma spugna, semi ali non incollate correttamente nei modelli ARF, cerniere non incollate correttamente, centro di gravità nella posizione sbagliata. Queste sono solo alcune cose che possono causare la rottura dell’aeromodello.

L’appendice C include una check list meccanica per l’aeromodello nuovo.

 

IMPORTANTE NOTA DI SICUREZZA: controllate accuratamente che i due trasmettitori del doppio comando siano perfettamente regolati prima di ciascun volo specie se questo sistema si usa per più allievi. Il problema potenziale è quello di servi con corsa invertita o disallineamenti dei trim.

 

 

CAPITOLO 3

 

 

3.1 Primo livello: insegnare le virate e il volo livellato

 

L’obbiettivo è portare l’allievo a compiere virate e volo livellato senza l’aiuto dell’istruttore.

A questo punto si assume che:

·        L’aeromodello sia stato già messo a punto (ispezione prevolo, volo di prova e superfici di comando regolate correttamente)

·        L’allievo abbia completato l’istruzione prevolo, abbia compreso i principi base dell’aerodinamica, e conosca l’influenza di ciascuna superficie di comando dello aeromodello.

·        L’allievo deve conoscere come avviare e carburare in maniera sicura il motore, e conoscere le norme di sicurezza del Circolo Aeromodellisti Guidonia.

Il tempo necessario ad acquisire il primo livello varia molto da persona a persona. E’ importante che l’allievo non viva questo livello con ansia, è necessario che esso si tranquillizzi e acquisisca la dovuta sensibilità ai comandi.

Può succedere che quando si insegna a due allievi contemporaneamente uno dei due apprenda più velocemente. Quello più “lento” può scoraggiarsi e qui deve intervenire l’istruttore chiarendo che ogni persona è diversa dalle altre e che ognuno di noi ha tempi di apprendimento diversi.

Anche l’aspetto psicologico ha la sua influenza in quanto l’allievo più calmo apprende più velocemente rispetto a quello ansioso, ansia che deriva spesso dalla preoccupazione di rompere l’aeromodello. Ancora una volta l’istruttore dovrà essere rassicurante spiegando che con il doppio comando il rischio di rotture è molto limitato. Inoltre l’istruttore dovrà fare in modo che l’allievo viva l’apprendimento divertendosi che è la cosa più importante.

 

3.1 Briefing. Si inizia la fase di istruzione con il briefing cioè si spiega all’allievo ciò che si andrà ad eseguire una volta in volo e ci si servirà di tutti i mezzi possibili, cioè con un modellino in cartone, con le mani, mimando il volo con il proprio corpo, usando il trasmettitore ecc. Ricordate è molto importante e andrà fatto sempre prima di ogni volo.

 

3.2 La virata si può scomporre in tre fasi:

 

1.      Inclinare le ali con gli alettoni sino alla inclinazione voluta

2.      Durante la virata sostenere con l’elevatore

3.      Al termine della virata livellare le ali con alettone opposto e rilasciare l’elevatore

Spiegare che è necessario un minimo movimento degli stick e illustrare l’effetto continuato dei comandi, cioè azionando lo stick degli alettoni per inclinare le ali quando le queste hanno raggiunto l’inclinazione voluta devo centralizzare lo stick altrimenti l’aeromodello continuerà a inclinare le ali (farà il tonneaux).

In questa fase dell’addestramento non insegnare l’uso del direzionale, complicherà solo le cose.

 

3.3 E’ giunto il momento di andare in volo. L’istruttore dimostrerà tutte quelle azioni volte alla sicurezza ogni volta che si recherà a volare con l’allievo, esse tra l’altro comprendono:

1.      Controllo frequenza prima di accendere il trasmettitore

2.      Carburazione del motore prestando attenzione che il disco dell’elica non sia in traiettoria del corpo o del viso di alcuna persona

3.      Controllo, col motore in moto, delle superfici di comando (che si muovano nella corretta direzione)

4.      Una volta allineato il modello in pista “spurgare” il motore prima del decollo

 

Nel primo volo iniziate dimostrando una virata. Fategli notare il piccolo movimento necessario sui comandi (alzate il trasmettitore in direzione dell’aeromodello in modo che l’allievo possa vedere sia il modello sia il trasmettitore). Inclinate le ali con gli alettoni (30° - 45°) e far notare quanto sia importante sostenere il modello con l’elevatore ed in particolare che è necessario sostenere l’aeromodello in maniera diversa se si vira a destra o sinistra. Infine dimostrare l’uscita dalla virata con alettone opposto e contemporaneo rilascio dell’elevatore per riguadagnare il volo livellato.

 

3.4 I primi tentativi dell’allievo. Qui si assume che l’istruttore usi il doppio comando. L’istruttore deve sempre annunciare quando da o rileva il controllo. Dopo il decollo l’istruttore posizionerà l’aeromodello di fronte all’allievo e gli farà eseguire un circuito a biscotto composto da due tratti rettilinei uniti da due virate di 180°. Inizialmente si comincerà ad esempio con vitate a sinistra per poi cambiare il senso di virata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Attenzione a non fare allontanare troppo l’aeromodello, come anche stabilire una quota massima e una minima (se l’aeromodello è troppo alto o distante è difficile vederlo). Se l’aeromodello vola fuori da questi parametri riguadagnare immediatamente il controllo. Se l’allievo appare teso non insistere, riprendere il controllo e farlo rilassare un attimo, dopodiché ridargli il controllo e ricominciare.

Noterete che l’allievo a terra sembra aver capito perfettamente, una volta in volo avrà probabilmente qualche difficoltà a ricordare ciò che è stato detto a terra. Se all’inizio può essere produttivo ricordargli la nuova tecnica di volo ad un certo punto non direte più nulla e osserverete come si comporta. Se riesce ad eseguire la nuova manovra senza il vostro intervento vuol dire che sarà acquisita. Una volta atterrato l’istruttore farà il de-briefing, cioè si rivedrà il volo dando eventuali suggerimenti e correzioni o rivedendo l’argomento se non ben compreso.

All’inizio l’allievo tenderà ad essere brusco ed eccessivo sui comandi, gli si farà notare i piccoli movimenti di stick necessari. Far notare che più si inclinano le ali e più bisogna sostenere con l’elevatore per mantenere la quota. Inoltre un altro errore comune è di intervenire in ritardo con l’elevatore una volta inclinate le ali di conseguenza l’allievo tenderà a dare una correzione eccessiva mettendo l’aeromodello in un assetto difficilmente da lui governabile. Un buon suggerimento all’allievo in questo caso è di livellare le ali riguadagnare quota e riprendere la virata.

 

3.5 Un ulteriore progresso in questo livello è di fare le virate di 360° sia a destra sia a sinistra e di eseguirne alcune di due giri cercando di mantenere inclinazione delle ali e quota costanti.

Attenzione che all’uscita della virata di solito si verificano due errori: il primo è di inclinare ancora di più le ali e il secondo è di mantenere l’elevatore una volta livellate le ali con il risultato che l’aeromodello salirà.

Per il primo errore far dire all’allievo il senso della virata così saprà il verso giusto del comando da dare per livellare le ali, oppure ricordargli che quando vede l’aeromodello in coda il comando è istintivo, quando gli viene contro deve dare lo stick dalla parte dell’ala bassa.

Per il secondo errore è solo una questione di pratica e qui basta farglielo notare.

Inoltre sottolineare che se le virate vengono fatte inclinando le ali dolcemente e non troppo (30° -. 45°) la virata risulta più controllabile e più piacevole.

 

3.6 Quanto motore usare durante il volo? I modelli trainer sono generalmente sovrapotenziati quindi metà gas va più che bene, quindi trimmare il modello di conseguenza. Naturalmente quando l’allievo avrà un minimo di pratica si farà volare con qualsiasi regolazone di motore.

 

3.7 Vento. Durante i voli di istruzione il vento massimo dovrebbe essere la brezza in quanto troppo vento rende difficile il volo. Già con la brezza si rendono necessarie varie correzioni durante le virate e il volo in generale. Qui è necessario farlo notare all’allievo come anche spiegargli l’influenza del vento durante il volo (vedi secondo livello “influenza del vento”)

 

3.8 Quando l’allievo termina questo livello? Generalmente quando l’allievo farà un volo senza che l’istruttore debba intervenire per rimettere l’aeromodello in linea di volo e senza dare nessun consiglio, inoltre deve virare bene sia a destra sia a sinistra.

 

 

CAPITOLO 4

 

 

4.1 Secondo livello: insegnare come impostare e mantenere le prue

 

L’obbiettivo è portare l’allievo a volare con l’aeromodello avendone il pieno controllo in aria. Se l’allievo ha appreso bene il primo livello, questo sarà relativamente facile da acquisire.

L’istruttore dovrà evidenziare l’importanza di impostare e mantenere le prue anche durante il primo livello. Dal momento che l’allievo comincia a fare le virate mantenendo il volo livellato è importante uscire dalla virata nella direzione voluta. Ciò è vitale durante le virate per l’avvicinamento all’atterraggio.

 

4.2 Impostare le prue. Per impostare una prua si intende che l’allievo faccia volare l’aeromodello nella direzione voluta per tutto il periodo di tempo richiesto.

Spiegare all’allievo che la chiave per impostare prue precise è conoscere quando rimettere le ali dritte con l’alettone opposto. In quale punto l’alettone opposto va applicato dipende da quanto sono inclinate le ali e dalla velocità con cui rimetteremo le ali dritte. Se rimettiamo le ali dritte con una certa gradualità (basso rateo di rotazione delle ali) sarà necessario un certo anticipo sulla prua finale desiderata. Se usiamo un alto rateo di rotazione (rimessa brusca) sarà necessario iniziare le rimessa con un minimo anticipo sulla prua desiderata. Una rimessa dolce garantirà una prua finale più precisa.

Per imparare ad impostare le prue e migliorare il controllo nelle virate ci serviremo della figura “dell’otto”. Per eseguirla in maniera proficua si consiglia quanto segue:

Si stabilirà un allineamento che sarà dato da un’oggetto in lontananza (albero, casa, collina ecc.) e l’allievo. L’aeromodello dovrà percorrere questo allineamento in avvicinamento per poi eseguire una virata di 360° a destra e una a sinistra curando che durante il tratto di avvicinamento l’aeromodello percorra l’allineamento base. Qui l’istruttore deve insistere sulla precisione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La figura “dell’otto” è eccellente per far pratica nell’impostare le prue e l’istruttore può facilmente controllare i progressi dell’allievo. Gli errori comuni qui sono fondamentalmente due:

1.      Terminare la virata in anticipo

2.      Terminare la virata in ritardo

In questi casi è utile parlare all’allievo durante le prime virate. Più la rimessa è graduale e più è facile l’uscita dalla virata.

 

4.3 Virate libere. Quando l’allievo ha imparato bene la figura “dell’otto” e vola con precisione l’istruttore chiamerà le virate, ad esempio “45° a destra”, l’allievo eseguirà una virata di 45° e rimetterà le ali dritte, oppure “180° a sinistra” ecc. Questo serve affinché l’allievo si impratichisca con le virate in tutte le direzioni.

 

4.4 Mantenimento prue e volo di precisione. Una volta appreso la figura “dell’otto” e le virate libere l’istruttore dovrà insistere sul mantenimento prue. Anche il più stabile dei trainer in presenza di vento va corretto per mantenere un determinato allineamento (ad esempio in finale per l’atterraggio) e quindi bisogna allenarsi prima di affrontare l’atterraggio.

 

4.5 Alcune parole sull’influenza del vento. Se il vento è perfettamente in prua o in coda all’ aeromodello l’unico effetto è che diminuirà o aumenterà la velocità rispetto al suolo. Se il vento è angolato rispetto al modello le cose cambiano.

 

 

 

 

 

 

 


Se il vento soffia di traverso o direzione simile la prua dell’aeromodello deve essere angolata controvento per seguire il percorso rispetto al terreno segnato nel disegno. Quanto deve essere angolata ? Dipende dall’intensità del vento. Ciò è valido sia in volo che durante le manovre di decollo e atterraggio.

Si atterra e si decolla sempre controvento in quanto l’aeromodello avrà una velocità più bassa rispetto al suolo.

 

4.6 Quando è terminato questo livello ?

1.      Quando l’allievo ha acquistato la capacità di far volare l’aeromodello e tenerlo sempre sotto controllo.

2.      E’ in grado di controllare l’aeromodello in qualsiasi assetto.

3.      Ha acquisito perfettamente il controllo dei comandi istintivo/antistintivo.

4.      E’ in grado di virare e uscire dalle virate con precisione.

5.      Mantenere una prua.

 

 

CAPITOLO 5

 

 

5.1 Terzo livello: insegnare l’atterraggio

 

L’obbiettivo è portare l’allievo ad atterrare in sicurezza sulle piste del campo in tutte le direzioni. Adesso è il momento di spiegare all’allievo il rischio associato all’atterraggio. L’aeromodello volerà vicino al terreno a bassa velocità. In caso che l’allievo mette l’aeromodello in assetto inusuale l’istruttore anche col doppio comando ha poco tempo per salvare l’aeromodello.

 

5.2 Una raccomandazione riguardo l’affidabilità del motore. Questo step richiede molte variazioni di motore dal minimo al massimo. E’ quindi necessario che il motore mantenga correttamente il minimo e che passi dal minimo al massimo senza esitazioni e senza spegnersi.

 

5.3 L’allievo è pronto per atterrare? Se i livelli precedenti sono acquisiti, l’atterraggio è una semplice estensione di ciò che l’allievo ha imparato. Se ha dei problemi con questo livello è un segnale che è necessaria ulteriore pratica (specialmente con il livello 2).

 

5.4 Insegnare le caratteristiche del volo a bassa velocità. Prima che l’allievo impari ad atterrare, deve comprendere come l’aeromodello si comporta e reagisce a bassa velocità. Prima di tutto è necessario far provare all’allievo lo stallo con la relativa rimessa. Per eseguire lo stallo si consiglia di ridurre il motore al minimo e man mano che la velocità diminuisce sostenere con l’elevatore per mantenere il volo livellato. L’aeromodello ad una certa velocità (molto bassa) manifesterà lo stallo con la caduta del muso o la caduta di un’ala o tutte e due le cose insieme. Solitamente i modelli trainer manifestano uno stallo dolce con la semplice caduta del muso. Per la rimessa si porta il motore al massimo con decisione, si allenta leggermente l’elevatore e si riguadagna quota dolcemente. E’importante capire come stalla perché quando siamo molto vicini al terreno sappiamo come intervenire con la rimessa perdendo la minima quota possibile. Il passo successivo consiste nel volare a bassa velocità. Per volare a bassa velocità bisogna ridurre il motore vicino al minimo e contemporaneamente sostenere con l’elevatore per mantenere il volo livellato. In questa situazione far eseguire all’allievo la figura “dell’otto”. Far notare come i comandi sono più “pastosi” e l’aeromodello reagisce più lentamente ai comandi. Durante la virata è possibile che l’aeromodello non mantenga il volo livellato in questo caso intervenire con un po’ di motore. Curare anche qui il mantenimento delle prue specialmente in presenza di vento.

 

Il circuito di atterraggio è rettangolare e si può eseguire con due virate di 90° o una di 180° (vedi figure)

 

 

 

 

 

 

 


Una raccomandazione fate eseguire all’allievo il circuito sia con virate a sinistra che con virate a destra. Si inizia con l’aeromodello nel tratto sottovento, la virata per il tratto base o la virata unica si inizia quando l’aeromodello si trova a 45° rispetto alla pista. Quindi si vira per il tratto finale con l’obbiettivo di terminare la virata allineati con la pista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Se si esegue il circuito con virata unica si consiglia di eseguirlo nel modo seguente: allinearsi con la pista, all’inizio della stessa effettuare una virata di 180°, a sinistra o a destra con un’inclinazione delle ali di circa 45° (motore ¼ o ½) e così ci porteremo in sottovento poi quando l’aeromodello sarà a 45° rispetto alla pista effettuare la virata per il finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Quando si è al termine della virata base (qualsiasi tipo di circuito si effettua) ridurre il motore quasi al minimo e iniziare una discesa con pendenza costante mantenendo l’allineamento della pista. A pochi metri da terra ridare motore e rimettersi nel sottovento dalla parte opposta in modo da allenarsi nei due sensi di virata. Ripetere il circuito molte volte e man mano che l’allievo guadagna confidenza iniziare la discesa in modo che l’aeromodello possa atterrare in pista. Spiegare all’allievo che durante la discesa se si riduce il motore al minimo senza sostenere, l’aeromodello butta giù il muso e scende con la stessa velocità per cui è stato trimmato per il volo livellato. In finale ridurre il motore quasi al minimo se necessario sostenere un poco in modo che il muso sia livellato (non troppo picchiato e non troppo cabrato) scendere con questo assetto sino a circa 30 cm dal suolo per poi richiamare (sostenere appena con l’elevatore) in modo che l’aeromodello tocchi con il carrello principale (ruote posteriori). Se durante il finale l’aeromodello scende troppo ridare un po’ di motore. Ricordare che l’elevatore controlla la velocità, il motore controlla la pendenza di discesa.

 

5.5 Consigli antipanico in finale vicino al terreno. Per raddrizzare le ali in finale dare lo stick dalla parte dell’ala bassa. In caso di problemi in finale raddrizzare le ali dare motore e riprendere quota (riattaccata).

 

5.6 Limitazioni di vento. Vedere il paragrafo “Qual è la limitazione di vento?” a pagina 4.

 

5.7 Quando è terminato questo livello ? Quando l’allievo è in grado di atterrare da solo in pista (anche se atterra pesante con l’aeromodello) per tutte le piste e direzioni (a Guidonia sono presenti due piste).

Per migliorare qui è necessario effettuare molti circuiti con atterraggio in tutte le direzioni. Tutto questo è molto importante anche nel caso che si spegne il motore, in quanto avendo acquisito dei punti fermi nell’eseguire l’atterraggio, è facile riportarsi ad uno di questi punti per atterrare in pista.

 

 

CAPITOLO 6

 

 

6.1 Quarto livello: insegnare come decollare

 

L’obbiettivo è portare l’allievo a rullare e decollare. Ricordare all’allievo il rischio associato al decollo. L’aeromodello volerà vicino al terreno a bassa velocità. In caso che l’allievo mette l’aeromodello in assetto inusuale l’istruttore anche col doppio comando ha poco tempo per salvare l’aeromodello.

 

6.2 Regolare l’allineamento delle ruote. Un pilota esperto può rullare e decollare anche se il carrello non è correttamente allineato e regolato. Alle volte basta un atterraggio o due un po’ pesante per disallineare il carrello. Per un allievo è difficile rullare e decollare se il ruotino anteriore non è perfettamente regolato (l’aeromodello deve andare dritto da solo).

Prima di affidare l’aeromodello all’allievo l’istruttore deve controllare che l’aeromodello vada dritto. E’ MOLTO IMPORTANTE. Nelle mani di un principiante, un aeromodello che non va dritto è pericoloso, perché di solito interviene con correzioni ampie e brusche finendo per accentuare l’errore.

La regolazione del ruotino anteriore la dovrà fare l’allievo. L’istruttore gli suggerirà di farlo con la radio accesa di non spostare il trim del direzionale e di agire sul rinvio meccanico. L’istruttore deve inoltre accertarsi che l’escursione dello sterzo non deve essere eccessivo altrimenti può essere difficoltoso controllare la direzione durante la corsa di decollo.

Per il rullaggio spiegare all’allievo che deve essere condotto a bassa velocità (non ci sono freni) e fargli prendere confidenza con lo sterzo del ruotino. Ricordargli inoltre che quando è dietro l’aeromodello il comando è istintivo, quando gli viene contro lo stick scaccia il muso (muovendo lo stick a destra il muso dell’aeromodello va a sinistra).

Quando l’allievo ha preso confidenza col rullaggio allineare l’aeromodello in pista e fargli eseguire qualche rullaggio veloce in pista. Ricordare all’allievo che la contro coppia del motore fa deviare l’aeromodello verso sinistra, sarà quindi necessario un po’ di direzionale a destra. Le prime volte avrà la tendenza a correggere con comandi esagerati e ad andare in controfase (cioè per correggere l’errore finisce per amplificarlo). In questo caso l’istruttore riprenderà il controllo (avrà sul suo trasmettitore il comando del gas al minimo)

 

6.3 Decollo. Per eseguire la manovra del decollo l’allievo si posizionerà dietro l’aeromodello e avrà cura di “spurgare” il motore. Spiegare che decollare significa accelerare sino a raggiungere la velocità di sostentamento e mantenere l’allineamento sulla pista con un po’ di direzionale a destra. Raggiunta la velocità di sostentamento cabrare leggermente e quando l’aeromodello si stacca dal suolo impostare una salita dolce e gradualmente rilasciare il direzionale. Con l’aeromodello propriamente trimmato quasi sicuramente staccherà e salirà da solo. Durante la salita l’allievo dovrà fare piccole correzioni per mantenere la direzione e ali livellate. A quota di sicurezza inizierà la virata (per una questione di sicurezza dalla parte opposta alla linea di volo) e ridurrà il motore (½ o ¾).

Come di consueto dimostrare la prima volta la manovra. Far decollare l’allievo in tutte le direzioni.

Nota per l’istruttore. Man mano che l’allievo avanza lo stick del motore dovrà farlo anche l’istruttore in modo che se deve riprendere il controllo non c’è pericolo che in una fase così delicata il motore vada al minimo.

L’allievo può avere problemi in tre aree:

1.      Primo può avere difficoltà nel mantenere la prua durante l’accelerazione con il direzionale. Se l’aeromodello comincia ad andare a destra e a sinistra in maniera eccessiva con il rischi di perderne il controllo portare immediatamente il motore al minimo e ricominciare. E’ per questo che i rullaggi ad alta velocità sono molto importanti. Durante queste prove l’allievo non deve decollare, quindi porterà al minimo il motore ogni volta e ciò costituisce un valido esercizio nel caso si incontrano problemi durante il decollo.

2.      Secondo con vento leggero e specialmente al traverso l’allievo può avere qualche problema nel mantenere le ali livellate al momento del distacco dal suolo. Dato che l’aeromodello è ancora a bassa velocità risponderà con più lentezza ai comandi. L’allievo deve essere pronto per un controllo fermo, accurato ed appropriato (non dare comandi eccessivi). In caso di vento al traverso spiegarne l’influenza durante la corsa di decollo (rivedere sezione 4 secondo step “Alcune parole sull’influenza del vento”).

3.      Terzo di solito l’allievo tende a cabrare molto per staccare l’aeromodello dal suolo oppure mantiene la tirata sull’elevatore, con evidente rischio di stallo. Spiegare che una volta impostato l’assetto, l’elevatore va rilasciato o tenuto leggermente una volta raggiunto il corretto assetto di salita.

 

6.4 Pratica, pratica, pratica. Anche qui è necessario molto allenamento e un valido modo è quello di effettuare il “tocca e va”. Ogni decollo e atterraggio e diverso dal precedente, consigliare all’allievo, dopo il decollo, di effettuare il circuito senza stringerlo in modo da avere un attimo per rilassarsi durante il sottovento per poi impostare l’atterraggio. Allenarsi anche in condizioni di vento.

 

6.5 Quando è terminato questo livello ? Quando:

1.      l’allievo è in grado di controllare l’aeromodello al suolo e anche se commette un errore deve essere in grado di riconoscerlo e correggerlo (ad esempio in caso di grosse oscillazioni laterali in decollo chiude il motore).

2.      ripete il decollo più volte sia in condizioni di vento che in aria calma, mantiene la prua, le ali livellate, sale gradualmente alla quota di sicurezza.

A questo punto l’istruttore può rilasciare la certificazione per volare da solo.

 

 

Appendice A

Equipaggiamento per il campo

 

L’equipaggiamento da campo per far volare un aeromodello è molto economico. Di seguito troverete l’elenco dell’attrezzatura minima che col tempo e a seconda delle esigenze può essere ampliata.

  • Cassetta da campo che di solito è in legno. Ne esistono in commercio da costruire o già assemblate. Naturalmente la si può realizzare in proprio secondo le proprie esigenze. Inizialmente si può usare anche una cassetta di legno tipo quelle che contengono le bottiglie di vino opportunamente adattata.
  • Per la messa in moto del motore è necessario un riscaldamento iniziale della candela con una corrente di circa 1.2 volt. Ci si può servire di un pannellino elettrico (si trova in commercio e ve ne sono di varie marche) che collegato ad una batteria da 12 volt fornisce l’alimentazione alla candela, allo starter elettrico, e alla pompa per trasferire il carburante dalla tanica al serbatoio dell’aeromodello. Oppure si può usare una batteria ricaricabile da 1.2 volt (formato torcia) con la relativa pinzetta munita di un cavetto elettrico per collegarla alla candela, oppure esistono delle pipe che si collegano alla candela e sopra di esse è montata la batteria ricaricabile.
  • Chiave per svitare la candela
  • Chiave per il dado dell’elica
  • Cacciaviti di vario formato per l’assemblaggio dell’aeromodello sul campo, per regolare la carburazione (spillo del minimo) ecc.
  • Carburante
  • Pompa elettrica o a mano o qualsiasi altro accessorio per trasferire il carburante nel serbatoio
  • Candela ed elica di ricambio
  • Dito di gomma per la messa in moto

 

In un secondo tempo o a seconda delle esigenze si può acquistare uno starter elettrico, alcune chiavi per la manutenzione sul campo, pinzette eccetera.

 

 

Appendice B

Check List Meccanica

 

Motore

 

1.      Elica

q       Dado elica serrato

q       Ogiva montata e serrata correttamente

q       Elica bilanciata

 

2.      Motore

q       Viti di fissaggio serrate

q       Viti testate serrate

q       Carburatore correttamente montato e serrato

q       Candela serrata

q       Nota: la regolazione degli spilli verrà effettuata durante la carburazione.

 

3.      Impianto carburante

q       Tubetti collegati correttamente

q       Tubetti carburante esenti da piegature

q       Serbatoio montato correttamente (tappo serbatoio esente da perdite)

q       Libertà di movimento del pendolino

 

Fusoliera

 

1.      Servocomandi

q       Libertà di movimento comandi superfici mobili e motore (non ci deve essere nè gioco nè attrito)

q       Servi montati correttamente e viti serrate

q       Squadrette servi montate e strette

 

2.      Carrello di atterraggio

q       Carrello e relativi accessori montati e viti serrate

q       Scorrevolezza ruote e collarini stretti.

 

3.      Ricevitore

q       Controllare che le spinette sia ben collegate e nelle loro sedi

q       Controllare il percorso dell’antenna (non ci devono essere piegature e l’antenna deve essere srotolata e tesa)

q       Ricevente avvolta nella gomma spugna

 

4.      Batteria e interruttore

q       Controllare montaggio interruttore ( deve essere montato dalla parte opposta al silenziatore)

q       Controllare il percorso dei cavetti e le connseessioni (spinette collegate in maniera sicura)

q       Batteria avvolta nella gomma spugna

q       Controllare il voltaggio batteria (con strumento apposta o con un ciclatore di scarica / carica)

 

Impennaggi

 

1.      Verticale

q       Controllare incollaggio alla fusoliera

q       Controllare che le cerniere siano propriamente incollate

q       Squadrette di commando correttamente installate

q       Controllare l’escursione del commando direzionale (in accordo alle escursioni consigliate sulle istruzioni)

 

2.      Orizzontale

q       Controllare incollaggio alla fusoliera

q       Controllare che le cerniere siano propriamente incollate

q       Squadrette di commando correttamente installate

q       Controllare l’escursione del commando orizzontale(in accordo alle escursioni consigliate sulle istruzioni)

 

Ala

 

1.      Superfici di controllo

q       Controllare che le cerniere siano propriamente incollate

q       Squadrette di commando correttamente installate

q       Controllare l’escursione del commando alettoni (in accordo alle escursioni consigliate sulle istruzioni)

 

2. Allineamento ala

q       Controllare unione ali (rinforzo fibra di vetro unione semiali)

q       Controllare presenza eventuali svergolamenti

 

Controllo apparato RC

 

1.      Trasmettitore

q       Procurarsi la targhetta con la frequenza da apporre sul tabellone frequenze al campo

q       Controllare voltaggio batteria trasmettitore

q       Regolare tutti i trim in posizione centrale

 

2.   Direzionale e sterzo ruotino

q       Movimento direzionale corretto in accordo allo stick( Controllare anche il ruotino che si muova nella guista direzione). In caso contrario agire sull’apposito servo reversing.

q       Controllare che l’escursione sia appropriata

q       Controllare che tutta la tiranteria sia correttamente serrata e non ci siano giochi

 

3.   Elevatore

q       Controllare che si muova nella corretta direzione. In caso contrario agire sul servo reversing

q       Controllare che l’escursione sia appropriata

q       Controllare che tutta la tiranteria sia correttamente serrata e non ci siano giochi

 

4.   Alettoni

q       Controllare che si muova nella corretta direzione. In caso contrario agire sul servo reversing

q       Controllare che l’escursione sia appropriata

q       Controllare che tutta la tiranteria sia correttamente serrata e non ci siano giochi. Gli alettono devono essere tutti e due centrati.

q       Controllare che tutta la tiranteria sia correttamente serrata

 

5.   Motore

q       Controllare che si muova nella corretta direzione. In caso contrario agire sul servo reversing

q       Controllare l’escursione. Trim tutto in basso carburatore chiuso. Trim tutto in alto . Stick tutto in alto carburatore tutto aperto

q       Controllare che tutta la tiranteria sia correttamente serrata

 

Doppio comando

 

1.   Trim

q       Le regolazioni sul trasmettotore principare e secondario devono essere uguali (passando il commando al secondario non si deve muovere niente).

 

2.   Controllo raggio d’azione del RC

q       Controllo raggio d’azione con antenna circa a metà estensione e ad una distanza di circa 150mt.

q       Controllo raggio d’azione anche col trasmettitore secondario





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