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Scelta
e uso delle colle
Caratteristiche
generali delle colle
Quando
si costruisce un aeromodello che sia del tipo “ARTF” cioè
pronto al volo, o in scatola di montaggio o autocostruito arriva il
momento di effettuare vari incollaggi, e sorge spontanea la domanda
“quale tipo di colla dovrò usare e dove?”. E’
importante usare la colla giusta nel posto giusto poiché un
utilizzo errato può avere effetti catastrofici (ali che si
sfilano dalla baionetta d’unione, ordinata parafiamma che si
stacca, il carrello che si stacca al primo atterraggio ecc.)
In
questo articolo cercherò di spiegare, nella maniera più
semplice possibile, non solo i vari tipi di colle ma anche quale
colla usare nelle varie parti dell’aeromodello. Visto che molte
colle provengono dal mercato estero accanto al termine italiano
affiancherò il termine inglese.

Le
colle si dividono in due grandi categorie:
Appartengono
a questa categoria le resine alifatiche, la colla vinilica (colla
bianca da falegname), la cellulosica, la colla a contatto.
Colle
con indurimento chimico quindi basate sulla catalizzazione (reazione
chimica di due componenti). Normalmente sono composte da due
elementi da combinare (miscelare) insieme che sono la resina (resin)
e il catalizzatore (hardener). Solitamente la proporzione dei due
elementi è 50:50 ma non è detto, alcune resine
richiedono ratei differenti, comunque è chiaramente scritto
sull’etichetta della confezione. E’ importante
rispettare le quantità dei due elementi in quanto alle volte
la resina può non catalizzare o catalizzare in parte, per
questo per piccole quantità non ci sono problemi ma quando si
superano i 10 grammi è meglio servirsi di una bilancia
elettronica (con divisione 1 grammo) di facile reperibilità
nei grandi magazzini di elettronica e casalinghi a prezzi veramente
contenuti. Solitamente una volta essiccata non cala in volume ed è
abbastanza pesante. Colle monocomponenti sono i Cyanoacrilati
(Cyano) e il silicone. Colle bicomponenti sono le resine epossidiche
e la resina poliestere.
Resistenza
generalmente la colla più resistente tende ad essere più
pesante. Bisogna selezionare la colla in base al tipo di incollaggio
da effettuare, ad esempio per incollare il rivestimento alare non
adopereremo l’epoxy ma la colla alifatica o la vinilica rapida.
Tecniche
di incollaggio.
Un
metodo particolare di incollaggio, chiamato “doppio
incollaggio”, molto robusto è il seguente: applicare un
leggero strato di colla pressare le due parti da incollare e
separarle. Aspettare 5-10 minuti in modo che la colla penetri nel
legno e si asciughi. Riapplicare la colla e unire i pezzi
normalmente. L’incollaggio risulterà più robusto
del normale questa tecnica è usata con la colla alifatica.
Un’altra
tecnica è l’incollaggio temporaneo e serve ad esempio
per unire dei blocchetti per sagomarli e poi dividerli per svuotarli.
Si applicano delle piccole gocce di colla opportunamente distanziate
in modo che il tutto stia insieme per la sagomatura ma sia semplice
da dividere. Solitamente si usa la vinilica rapida o il
cianoacrilato.
Resine
epossidiche
Comincerei
il nostro viaggio nel mondo degli incollaggi con la colla
epossidica anche conosciuta col nome inglese di epoxy e
per brevità userò questa denominazione.
L’epoxy
richiede due sostanze (resina e induritore, Resin and Hardener) che
miscelate insieme creano una reazione chimica e una volta terminata
produce un incollaggio molto robusto. Una certa quantità di
calore è prodotto durante la reazione quindi non vi allarmate
se il contenitore dove avete miscelato i due componenti si riscalda.
Il mercato offre vari tipi di epoxy e si distinguono in base al tempo
di lavorabilità che è indicato sulla confezione. Di
solito si trovano quelle veloci “Fast” con tempo di
lavorabilità 5-6 minuti oppure lente “Slow” con
tempo di lavorabilità 30-45-60 minuti. Prima di proseguire
oltre vediamo alcuni termini.
Tempo
di Lavorabilità o Pot Life è il tempo disponibile
dal momento in cui i due componenti sono miscelati insieme sino
quando la colla comincia a diventare “sfilacciosa” o
“gommosa” e quindi non più usabile.
Tempo
di Catalizzazione o Cure Time è il tempo necessario alla
colla per completare la reazione chimica e diventare completamente
dura e quindi avere tutte le sue caratteristiche meccaniche di
adesività.
Attenzione
se vi capita di toccare la colla e la sentite dura ciò non
vuol dire che è completamente catalizzata. Le colle veloci,
5-6 minuti hanno un tempo di lavorabilità di 5-6 minuti che
dipende da vari fattori che vedremo più avanti, ma la completa
catalizzazione avviene in 15-20 minuti. Così per le epoxy
lente il tempo di lavorabilità è di 30 minuti ma la
catalisi avviene in 24 ore. E’anche vero che dopo 1-2 ore i
pezzi incollati sono maneggiabili ma con cautela.
Ci
sono alcuni fattori che influenzano anche notevolmente i tempi di
lavorabilità e catalizzazione sono la temperatura
dell’ambiente di lavoro e l’umidità.
L’umidità
eccessiva ritarda la catalisi o la fa avvenire in maniera
incompleta. E’importante conservare le resine in ambiente
asciutto.
La
temperatura incide molto sul tempo di lavorabilità e
catalisi. Più l’ambiente di lavoro è caldo e
minore è il tempo di lavorabilità e di catalisi.
L’epoxy da 30 minuti può iniziare a catalizzare in
estate anche in 15 minuti. In più il tempo di lavorabilità
si riduce ulteriormente se la resina è miscelata in un
contenitore stretto perché il calore sviluppato è
concentrato in una piccola superficie. Se la stessa quantità
di resina una volta miscelata è versata in un contenitore più
ampio (quindi in uno strato più sottile) il tempo si allunga.
Aggiungendo
altre sostanze alla resina, quali Microsfere o Microballons,
Fibre Macinate o Milled Fiberglass, varia il tempo di
lavorabilità.
Le
Microsfere si usano per creare una sorta di stucco epossidico molto
leggero e facilmente carteggiabile per creare rinforzi o filetti di
raccordo ala-fusoliera o piani di coda-fusoliera.
Le
Fibre Macinate hanno anche una funzione strutturale oltre che
riempitiva nell’incollaggio e lo rinforza notevolmente. Si
usano per rinforzare la giunzione ordinata parafiamma-fusoliera,
rinforzo degli attacchi dell’ala nella fusoliera e in tutti
quegli incollaggi molto sollecitati.
La
maggior parte delle confezioni hanno delle tacchette incise sulle
bottigliette per facilitare il dosaggio. Inoltre i tappi sono di
colore differente per evitare di confonderli e incollarli
definitivamente sul beccuccio dosatore.
Molte
persone credono che aggiungendo più catalizzatore la resina
catalizzi prima, niente di più falso poiché la resina
resterà “appiccicosa” o non catalizzerà per
niente.
L’epoxy
si usa anche opportunamente diluita per verniciare l’interno
del vano motore o per applicare il tessuto di vetro di rinforzo sulla
giunzione centrale dell’ala. Per diluire la resina si può
usare dell’acetone o dell’alcool etilico o meglio
dell’alcool isopropilico. Non usare l’alcool metilico
perché è venduto addizionato ad una minima quantità
di olio di ricino con gli effetti facilmente immaginabili. La miglior
cosa per fluidificare la resina e riscaldarla, prelevate la resina
con il pennellino riscaldatela con l’asciugacapelli e diventerà
molto fluida.
Non
esagerate con la resina epoxy perché è pesante.
Dove
usare la resina epoxy? ordinata parafiamma (incollaggio alla
fusoliera e verniciata come antimiscela), zona del carrello
d’atterraggio, zona centrale dell’ala (baionetta di
unione semiali, rinforzo con fibra di vetro zona centrale) attacco
ala fusoliera (ordinata che supporta il perno anteriore, blocchetti
che supportano le viti di fissaggio dell’ala alla
fusoliera).Per applicare tessuto di fibra di vetro, incollare
rinforzi in carbonio (tessuto o fili). Diluita si usa come
antimiscela per impermeabilizzare i vani motore e serbatoio. Si usa
per incollare materiali dissimili quali legno e metallo.
Nelle
suddette zone usare la colla epoxy almeno da 30 minuti, in
quanto la 5 minuti non ha una grande resistenza serve solo per
puntare due pezzi o in zone con sollecitazioni molto limitate.
Dove
miscelare la resina? Piccole quantità si possono miscelare su
pezzetti di cartoncino plastificato o copertina di rivista (per
favore che non sia una rivista di modellismo!) in ogni caso superfici
non porose, quantità più grandi in bicchierini di
plastica, in commercio ve ne sono di varie grandezze oppure i
contenitori dello yogurt (da 125 grammi).
Come
sopradetto se usate quantità sopra i 20 gr. una volta
miscelata accuratamente la resina versatela in una piccola vaschetta
o il tempo di lavorabilità si ridurrà notevolmente.
L’eccesso
di resina negli incollaggi si asporta facilmente con un tovagliolo di
carta imbevuto con un po’ di alcool denaturato.
La
resina epossidica da laminazione è leggermente differente e si
usa per fare le fusoliere da stampo, per applicare il tessuto leggero
su tutta la struttura come finitura nei modelli in balsa. Per la
miscelazione lavorabilità vale quanto detto precedentemente.
Resina
poliestere
Meglio
conosciuta come “resina da carrozziere” non si usa per
gli incollaggi ma solo per laminazioni con l’apposito tessuto
di fibra di vetro (MAT). Negli USA ne è commercializzato un
tipo che serve per ricoprire le strutture in balsa e quindi preparare
il balsa con un ottimo fondo per la verniciatura e renderlo più
robusto e resistente agli urti.
Dove
usare la resina poliestere. Si usa esclusivamente per laminazioni
tipo fusoliere o cappottine motore. Attenzione scioglie il
polistirolo, se usate il metodo dello stampo a perdere usate il
poliuretano o il polistirene (blu o rosa)
Colle
Alifatiche
Sono
colle di colore bianco o giallo che creano degli incollaggi robusti
ma che hanno un tempo di indurimento un po’ lungo poiché
dipende dal tempo di evaporazione di un solvente.
Questo
tipo di colla è più robusto rispetto alla colla bianca
o meglio conosciuta come la “colla da falegname”, inoltre
ha il vantaggio che una volta asciutta è carteggiabile, non
intasa la carta vetrata e non lascia, come la colla bianca, il “filo
gommoso” difficile da togliere.
E’
importante costruendo una struttura che i pezzi non abbiano un
incastro troppo serrato ma neanche con eccessivo gioco. Una eccessiva
quantità di colla serve solo a portare a spasso del peso
inutile quindi resistete alla tentazione di “pitturare”
l’interno dell’aeromodello con la colla. L’aeromodello
deve essere costruito per volare non per resistere alle scassature.
Esaminando
un mio modello dopo una bella scassatura ho visto che il legno era
rotto vicino all’incollaggio ma non nell’incollaggio.
Dove
usare la colla alifatica ? per incollare la maggior parte della
struttura dell’ala della fusoliera e dei piani di coda tranne
nei posti citati nel paragrafo delle colle epossidiche. E
particolarmente indicata nel rivestimento a listellini delle
fusoliere.
La
colla è abbastanza economica scegliendo una marca italiana.
Colla
vinilica
E’
la classica colla bianca, conosciuta come “vinavil” o
“colla da falegname” anche qui si basa sull’evaporazione
di un solvente. Il tempo di indurimento può essere molto lungo
sino a 3-4 ore e dipende molto dalla temperatura e dall’umidità
dell’aria. Da qualche anno è stato immesso sul mercato
il “Vinavil rapido” che dopo circa 5-10 minuti i pezzi
uniti sono già maneggiabili con cura ovviamente perché
l’indurimento avviene in circa 1-3 ore.
Dove
usare la colla vinilica? Nella maggior parte delle strutture
dell’aeromodello e in particolare il vinavil rapido per
accorciare i tempi di costruzione. L’ho trovato molto utile per
incollare il rivestimento in balsa alle ali e in generale in tutte le
strutture interne dell’aeromodello. Eviterei di usarla
all’esterno (fusoliera rivestita a listellini e tutte le
giunzioni esterne) per il problema che forma un fastidioso “filo
gommoso”difficile da rimuovere durante le operazioni di
carteggiatura.
Questa
colla ha il grande vantaggio di essere economica.
L’eccesso
di colla si elimina con un tovagliolo inumidito con un po’ di
acqua.
Colle
cianoacriliche
Sono
le colle superveloci o Cyano che hanno tempi di essiccazione che
variano dai 5 ai 15 secondi sino anche ad un minuto o due.
Anche
questa è una colla che indurisce per evaporazione di un
solvente. Per accelerare ulteriormente il tempo di essiccazione si
usa l’ Acceleratore o Accelerator che spruzzato sulla colla la
fa asciugare istantaneamente e serve per puntare due pezzi e
bloccarli rapidamente Come acceleratore economico si può usare
del bicarbonato.
Attualmente
il commercio offre una vasta scelta di cianoacrilati e si
differenziano per fluidità, diversi tempi di essiccazione, non
emanazione di odori.
Colgo
l’occasione per spendere due parole sulle cautele da
intraprendere nell’uso di queste colle.
In
virtù della rapida essiccazione è molto facile rimanere
incollati con uno o due dita al pezzo di legno oppure due dita (di
solito pollice e indice). In questi casi niente panico, mettere la
parte in acqua abbastanza calda e dopo un po’ insaponare in
maniera abbondante la parte e cercare di esercitare un lieve
scorrimento, non cercare di strappare. Sappiate che esiste un
prodotto per staccare le parti incollate con cianoacrilati. Il
nitrometano attacca questa colla e anche l’acetone, infatti i
prodotti per eliminare la colla secca è a base di acetone e
nitrometano. Se non dovesse riuscire il distacco recatevi in pronto
soccorso. Attenzione anche ai vapori che sono molto tossici e non
vanno inalati per nessuna ragione, possono causare anche reazioni
allergiche ed è per questa ragione che si trovano in commercio
(sul mercato USA) le cyano Odorless che non dovrebbero dare problemi.
Usatele in locali ben ventilati.
Hanno
comunque notevoli vantaggi in quanto velocizzano di molto la
costruzione sono leggere e robuste anche se un po’ costose.
Dove
usare la colla cianoacrilica? Per incollare la maggior parte
della struttura dell’ala centinata della fusoliera e dei piani
di coda tranne che nei posti citati nel paragrafo delle colle
epossidiche. Di solito si usa il tipo fluido che è molto
penetrante.E’ importante che le parti coincidano bene, senza
forzare e senza avere gioco. In pratica si assembla la struttura si
punta con un goccio di colla e quando si è sicuri che tutto
sia allineato si passa all’incollaggio definitivo.
E’molto
utile per incollare fra di loro le tavolette di balsa per comporre i
pannelli di ricopertura delle ali in polistirolo o centinate.
E’ottima
per rinforzare la filettatura dei blocchetti in legno che supportano
le viti di unione dell’ala alla fusoliera. Per incollare i fili
di carbonio di rinforzo ai longheroni alari. Per puntare o incollare
quelle parti dove non è possibile applicare i morsetti. Da non
usare nei posti citati nel paragrafo delle colle epossidiche.
Attenzione non è resistente ai carburanti specialmente quelli
contenenti nitrometano
Attenzione
che non è compatibile col polistirolo, bisogna impiegare la
cyano formulata appositamente per il polistirolo.
Colla
cellulosica.
Questa
colla è a base cellulosica con solvente tipo l’acetone e
sino a pochi anni fa era usata per incollare le strutture dei modelli
e tuttora si usa sui piccoli aeromodelli è leggera e
abbastanza resistente. Diluita si usa come tendicarta per incollare e
impermeabilizzare la carta modelspan, la seta o il nylon.
Dove
usare la colla cellulosica. Per la maggior parte delle strutture
di piccoli aeromodelli e per rivestimenti in balsa in quanto è
facilmente carteggiabile.
Colla
a contatto.
Anche
nota come colla da calzolaio è abbastanza pesante è
basata sull’evaporazione di un solvente (usatela in locali ben
ventilati) si applica sulle due superfici da incollare si lascia
seccare e quando non appiccica più si uniscono le due parti e
si attaccano istantaneamente. L’incollaggio deve essere
effettuato con molta cautela in quanto “bisogna azzeccarci al
primo colpo”.
Dove
usare la colla a contatto. L’unica applicazione è
per applicare il rivestimento nelle ali in polistirolo.
Colla
a caldo
Si
presenta in forma di bastoncini che vanno inseriti nell’apposita
pistola a caldo che la scioglie e la espelle attraverso un ugello.
Raffreddandosi solidifica e unisce le due parti.
Dove
usare la colla a caldo. La trovo molto utile per puntare alcuna
parti quando servirebbero tre o quattro mani, oppure per puntare li
castello di montaggio della fusoliera al piano di montaggio.
Mi
raccomando non usatela per incollare le varie parti del modello.
Silicone
Sigillante
che indurisce per evaporazione il più conosciuto è
quello trasparente. E’ flessibile e antimiscela.
Dove
usare il silicone. Per sigillare l’unione ala fusoliera in
modo che i gas di scarico del motore non entrino all’interno
della fusoliera. L’ho usato con successo per incollare i
piccoli servi degli spoilers all’interno dell’ala di un
aliante. Un’altra tecnica di cui ho letto è applicare
del tubo termorestringente al servo pulirlo bene con alcool applicare
una buona dose di silicone e incollare il servo nel suo
alloggiamento. Attenzione ad usare questo tipo di installazione per i
comandi principali solo su piccoli aeromodelli.
Si
può usare per incollare le carenature dei carrelli in quanto è
flessibile e in caso di urto ne permette il distacco senza nessun
danno.
Se
usate il silicone nel vostro laboratorio durante le operazioni di
rifinitura prima di applicare un qualsiasi strato di verniciatura
pulite l’intero modello con il diluente antisilicone (lo
trovate nei negozi di forniture per carrozzieri). Questo perché
i vapori sono abbastanza persistenti e si attaccano su qualsiasi
superficie e quando verniciate può succedere che in alcuni
punti la vernice “si apre a macchia d’olio”
rovinando la rifinitura.
Prodotti
frena filetti
Il
frena filetti si usa per impedire alle viti di svitarsi per effetto
delle vibrazioni. Il prodotto più noto è della Loctite.
Solitamente il medio va più che bene per le applicazioni
modellistiche. Non usate quello forte o non riuscirete più ad
allentare la vite
Spray
adesivo
Si
tratta di colla a contatto, si usa come già detto per
incollare il rivestimento spruzzandola sulle due superfici oppure si
usa come colla riposizionabile durante la costruzione del modello per
incollare i pezzi disegnati sulla carta al legno. Per fare questo si
spruzza un velo di colla solo da un lato, una volta tagliati i pezzi
la carta si stacca facilmente dal legno.
Spero
che quanto scritto possa un aiuto per i principianti e un punto di
partenza di approfondimento per i più esperti.
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