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Volo in termica per principianti





Tutto è cominciato mentre mi trovavo all'estero per lavoro precisamente a Francoforte. Durante una mezza giornata libera andai a visitare un negozio di modellismo, appena entrato vidi appeso al soffitto un aliante molto bello e abbastanza grande, 3,30 metri di apertura alare tutto in balsa e due comandi (direzionale e elevatore) un modello da termica stile la vecchia categoria veleggiatori RCV. Esclamai “bello, ecco è il momento dopo tanti anni di provare l'aliante”. Premetto che sono un principiante del volo silenzioso e mi rivolgo a coloro che come me sono rimasti folgorati da questo tipo di volo ma sono nel limbo di “mi piacerebbe ma non oso”. Ho cercato di ridurre l'argomento in termini veramente semplici e accessibile a chiunque.

Sul nostro campo di volo si stanno affacciando delle specialità diverse dal volo a motore e più precisamente gli alianti e i modelli old timer. Queste due categorie di modelli hanno in comune il fatto che per volare a lungo hanno bisogno delle termiche. Chi ha assistito alle ultime gare di old timer o al volo di un aliante da termica avrà visto lo spettacolo di questi modelli salire con il motore o trainato da una cavo elastico o un verricello, e poi una volta esaurita la miscela o sganciato il cavo “spiralare” verso l'alto alle volte ad un considerabile rateo di salita, nel silenzio più completo. Già ma cosa è che li fa stare sù? La risposta è abbastanza facile, la termica ovviamente. Cercare e “usare” la termica è certamente più difficile che andare su un pendio esposto al vento dove è possibile trovare dell'aria che sale. Le particelle di aria che salgono in un campo in pianura sono più difficili da individuare e in apparenza non ci sono modi per individuarle.... appunto solo in apparenza. Se avrete la pazienza di seguirmi attraverso la mia personale esperienza e quella acquisita dalla lettura di alcuni libri vedrete come è possibile imparare a “leggere” i segnali e “vedere” l'aria che sale.

Man mano che cresce l'esperienza è sempre più facile individuare i posti, le condizioni atmosferiche e come sfruttare le termiche. Ci sono modellisti che con l'aliante sono in grado di volare sino a quando lo decidono loro. Non è il caso mio, il mio primo volo è durato 1'e 40" e gli altri successivi voli su tempi similari, successivamente per fortuna sono migliorato.

Credo che sia utile vedere come si generano le termiche e come sono influenzate da fattori locali legati al sito di volo e dalle condizioni meteorologiche prevalenti. Come potete intuire dalla parola stessa, termica, la temperatura è uno dei fattori principali. Ma attenzione non la temperatura in valore assoluto; in estate nelle giornate molto calde con il sole molto alto in cui la capacità di riscaldare il suolo è molto alta troveremo facilmente delle correnti di aria calda che sale. Molti si staranno dicendo “allora in inverno non si può volare in termica”. Niente di più errato, anche in inverno si può volare, certamente non saranno così potenti come in estate. Ma allora come stanno le cose ? Non è importante la temperatura in valore assoluto ma bensì la differenza di temperatura. Perché ci sia una corrente termica dovremo avere un volume di aria che sia più calda di quella circostante, capite facilmente a questo punto che anche in inverno con ad esempio 2°C in una giornata soleggiata se si riscalda una zona di aria a 3,4,5°C o più questa “bolla” comincerà a salire, ce l'hanno insegnato i fratelli Montgolfiere trecento anni fa che l'aria calda sale. L' aria non viene riscaldata direttamente dal sole ma acquisisce il calore per contatto con qualsiasi cosa, un edificio un parcheggio o una zona di terreno che si scalda più velocemente delle zone circostanti. Ed ecco che abbiamo già alcuni elementi per predire la sorgente delle termiche. Vediamo ora un tipico scenario di generazione della nostra termica. Ci troviamo nei pressi di una zona di terreno che si scalda più velocemente del circostante suolo, l'aria che si trova in contatto inizia a scaldarsi e comincerà a formarsi una bolla di aria calda. Crescerà e inizierà a salire man mano che aumenta la differenza di temperatura e si staccherà dal suolo. Da questo momento l'aria della nostra bolla comincerà lentamente a raffreddarsi ma salirà attraverso aria che progressivamente si raffredda (in condizioni standard l'aria si raffredda di 6,5°C ogni 1000 metri di quota). Qualcuno potrà dire “bene allora la bolla nel giro di poco tempo si raffredda e la nostra termica si esaurisce rapidamente” la riposta è ni in quanto a seconda delle condizioni dell'aria circostante può succedere che la differenza di temperatura è poca e quindi l'aria sale poco e lentamente, ma può succedere che la l'aria circostante alla nostra bolla si raffredda più rapidamente la differenza di temperatura aumenta e la bolla salirà molto velocemente e avremo una termica molto potente. Una volta che la nostra bolla incomincia a salire cambia forma in quanto si instaura una circolazione interna e assume la forma di un toroide, oohps mi è scappata la parolina difficile, o meglio di una “ciambella fritta” dove nella parte interna l'aria sale e ai bordi esterni scende. Chiaramente la parte dove l'ascendenza è più forte si trova al centro dove c'è il buco della “ciambella”. Naturalmente quando la bolla si stacca dal suolo e comincia a salire ci sarà un richiamo di aria dalle zone circostanti. E il nostro bell'aliante come si inserisce in tutto questo? Come tutte le cose anche lui è soggetto alla forza di gravità e a seconda della sua efficienza avrà un determinato rateo di discesa diciamo ad esempio 2 metri al minuto. Se incontrerà la bolla d'aria che sale a 4 metri al minuto l'aliante salirà siano a che sarà all'interno della bolla.

Aria che sale ne possiamo trovare in quasi tutte le condizioni meteorologiche ma alcune sono più favorevoli di altre. Avrete sicuramente notato durante le giornate calde, specie in primavera ed estate, si vedono in cielo piccole nubi cumuliformi. Queste spesso sono all'apice di una termica, in quanto l'aria calda, con un certo grado di umidità, sale sino a che non si ha la condensazione e quindi la formazione della nuvola. Le nubi cumuliformi in genere sono una buona indicazione che c'è attività termica (tenete a mente: ulteriore elemento). In una giornata nuvolosa se il suolo si riscalda leggermente ci saranno delle termiche deboli ma ci saranno.

Nel tardo autunno e inverno nei giorni abbastanza freddi con il sole un po' “pallido”caratterizzati da una generale alta pressione e aria stabile in senso verticale è molto difficile che ci siano termiche usabili. Tuttavia queste giornate sono molto utili per la messa a punto dei modelli (piccole variazioni di centraggio variazioni di incidenze eccetera) in quanto è possibile vedere gli effetti delle correzioni senza nessun disturbo da parte di turbolenze e movimenti vari dell'aria.

Sino adesso per semplicità abbiamo supposto che la nostra bolla salisse verticale, ma dobbiamo fare i conti con il vento che anche se al suolo non lo avvertiamo salendo c'è sempre. Quindi la bolla non salirà verticalmente ma seguirà il vento e la sua forma non sarà circolare come una bolla di sapone ma sarà oblunga e quando si trasforma in “ciambella” diventerà di forma irregolare. Da questo se ne deduce che se con il nostro aliante troviamo una termica e ci mettiamo a spiralare con una traiettoria ascendente verticale prima o poi usciremo dalla termica perché questa si muove seguendo la direzione del vento (tenete a mente: ulteriore elemento). Il volo in termica è più facile con il vento leggero, in quanto più spira forte e minore è il tempo che abbiamo a disposizione per sfruttare la termica ed è più difficile individuarla. Ma attenzione il vento è anche utile perché come vedremo in seguito ci fornisce preziose indicazioni.

Sino adesso abbiamo già visto alcuni elementi che possono favorire l'attività termica vediamone altri:

Zone asfaltate, quali ad esempio una strada che si trova nei pressi, un parcheggio, un edificio, una superficie inclinata come ad esempio un collinetta esposta direttamente all'irraggiamento solare, oppure campo erboso ben irraggiato dal sole con una vicina collina che riceve i raggi solari con molta inclinazione e quindi si scalda di meno, una zona sassosa con intorno dei prati erbosi, insomma tutte quelle situazioni dove potenzialmente si può creare una differenza di temperatura tra due zone di terreno. Zone con scarsa possibilità sono estesi campi di erba pianeggianti, acqua, piccoli boschetti di alberi, ma con delle eccezioni in quanto le zone boscose diventano una buona fonte di ascendenze verso il tramonto, acquisiscono lentamente calore durante il giorno e lo rilasciano molto lentamente. Verso sera l'aria si rinfresca e il legno cede calore dando vita ad ascendenze, modeste..ma ascendenze.

Cerchiamo di acquisire ulteriori elementi per imparare a “vedere” le termiche.

Vorrei introdurre il concetto del “Fiume d'aria” 1che ho appreso dal libro Soaring Book. Come scendete dalla vostra automobile immaginate di immergervi in un immaginario fiume d'aria, orientatevi secondo la direzione del vento e notate la direzione se è costante o meno, la sua velocità e temperatura. Questo serve per crearvi un'immagine mentale di come si sposteranno le termiche in quale direzione e a quale velocità, cercate di cogliere le variazioni di velocità e direzione. Vi aiuta a figurarvi come sarà il flusso di aria attorno ad una collinetta o un' ostacolo che si trova nei pressi del campo di volo. Se al suolo c'è calma negli strati immediatamente superiori non è così, ricordate il fiume scorre sempre, poco ma scorre sempre. Se percepiamo una differenza di temperatura e magari un cambiamento di direzione del vento è quasi sicuramente un richiamo di aria anche dagli strati soprastanti e quindi spia di termica. Se arrivate sul campo e notate una direzione del vento abbastanza costante e in alcuni momenti cambia direzione ad esempio 30° alla vostra sinistra e ruotare nel giro di poco sino a 20° 30° alla vostra destra per poi ritornare nella direzione prevalente state certi che nei pressi c'è stata una termica, a che distanza? a questo non so rispondervi ma abbiamo già un buon punto di partenza dove andare a cercare. Altro elemento che viene in nostro aiuto è l'erba e ci visualizza (se ci sono) diverse direzioni del vento.

Altra cosa che mi è successa: sono arrivato sul prato che ho eletto come campo di volo estivo (i bellissimi e immensi prati dell' altipiano delle Rocche nei pressi di Rocca di Cambio in provincia dell'Aquila) ho piazzato la catapulta contro vento stavo per lanciare e sorpresa! Mi sono trovato il vento in coda. Mi sono detto “vabbè il vento è girato ora giro la catapulta”. Stavo per togliere il picchetto quando guardando l'erba mi accorgo che il vento soffiava di nuovo nella direzione precedente. Ritorno al punto di lancio tiro la catapulta controllo il vento e di nuovo il vento in coda. Ho esclamato “di nuovo ? Ma che cosa succede?”. Riflettendo e riportando alla memoria i preziosi consigli letti in precedenza ho capito che l'improvvisa variazione di direzione del vento era un richiamo di aria di una termica davanti a me. Infatti al successivo lancio ho cercato e trovato la termica ed è cominciato il mio primo bellissimo volo con l'aliante. E' durato quasi trenta minuti ho spiralato nella termica assieme a due aquile, che sono state reintrodotte nella zona, e vi lascio immaginare la bella sensazione che ho provato. Avevo davanti a me una termica che pulsava con straordinaria regolarità, cioè si staccava una bolla dopo un po' di tempo se ne staccava un'altra e così via. Ricordate sempre il concetto del fiume d'aria che scorre e le termiche scorrono al suo interno.

Se vedete qualche uccello nelle vicinanze veleggiare senza battere le ali, probabilmente è in termica, seguitelo (possibilmente senza disturbarlo)

Il vostro modello sta volando e all'improvviso attraversa una zona di turbolenza questo è un' altro segnale che nelle immediate vicinanze ci può essere una termica. Mi è capitato in questa situazione di vedere il modello spostarsi lateralmente, ho cercato di virare per entrare nell'ascendenza e il modello con tutto direzionale non virava. Ho picchiato per aumentare la velocità e a questo punto sono entrato nella termica, nel giro di pochissimo il modello era quasi fuori portata visiva! L'ascendenza alle volte ha questa tendenza a “spingere” verso l'esterno il modello.

Seguite con la coda dell' occhio il paracadute della catapulta e notare la direzione e il rateo di discesa mentre scende al suolo. Se scende meno velocemente del solito è un buon segno e vale la pena sorvolare la zona. La stessa cosa vale per il modello sotto traino o con il motore acceso nel caso degli Old Timer, se vedete che sale in maniera diversa dal solito è segno di aria che sale.

Tutto ciò presuppone che abbiate una grande familiarità con il modello durante il lancio e per arrivare a questo sono molto utili quelle giornate di calma che ho citato all'inizio dello scritto.

Sino adesso abbiamo parlato dell'aria che sale ma non dimentichiamo che come in tutte le cose c'è il rovescio della medaglia, accanto all'aria che sale c'è aria che è relativamente più fredda che va ad occupare il suo posto e questo significa che se l'aliante si trova in quella zona scende come un piombo (il sottoscritto ha centrato una di queste aree facendo un tempo di volo di ben 25") ed è molto importante capire dov'è per evitarla. Infatti laddove c'è una bolla di aria che si stacca c'è un richiamo di aria sia dall'alto che dalle zone circostanti. Segni evidenti di questo sono il cambiamento di direzione e incremento della velocità del vento, una piccola diminuzione di temperatura nell'ordine di 1-2°C. Se avvertite tali condizioni aspettate un attimo a lanciare, se vi trovate in volo in una zona di discendenza ve ne accorgete in quanto il modello inizia a scendere ad un rateo anche molto elevato. Come vi accorgete di tale situazione lasciate velocemente e in maniera decisa l'area.

Anche il modello manda dei segnali che ci aiutano a capire se incontra ascendenze o discendenze. In particolare il modello incontrando aria che sale alza la coda se incontra una discendenza ve lo indicherà con una tendenza ad abbassare la coda. Quando leggevo queste cose pensavo “eh buonanotte alza la coda, abbassa la coda, mah...questa è roba da puristi”. Tranquilli la cosa è abbastanza evidente. Anche qui la familiarità col modello è importante in quanto percepirete questi segnali con grande facilità. Facendo delle prove di centraggio del modello mi sono accorto che arretrando il centraggio leggermente il modello diventa più sensibile a questi cambiamenti e ve lo segnala più prontamente. Certamente il volo è leggermente più difficile e non lo consiglio ai principianti, man mano che acquisite esperienza vale la pena provare. Sempre a tal proposito evitate di volare nei pressi della vostra verticale, col modello sopra la testa è veramente difficile apprezzare questi movimenti del modello.

Vediamo ora come cercare e esplorare le termiche.

Prima di tutto tenendo conto delle precedenti indicazioni avremo una idea della zona da scandagliare per trovare la nostra termica. Come abbiamo accennato in precedenza il modello in volo ci manda dei segnali quando incontra una termica e sono: la coda che si alza, un'estremità dell'ala che si alza, oppure il modello incomincia a sobbalzare.

In questi casi siamo quasi sicuramente in presenza di aria che sale, e dobbiamo sfruttarla, già ma come? La prima cosa è iniziare a virare con una traiettoria circolare, con le ali inclinate di circa 30°, tanto per dare un'indicazione iniziale. Se la bolla di aria è di piccole dimensioni bisognerà virare molto più stretto. Da che parte virare ? Se il modello alza la coda provate a virare da una parte se il modello non sale il successivo cerchio lo farete dalla parte opposta. Se il modello per esempio alza l'ala sinistra (guardando il modello da dietro) virate subito a sinistra. Se virando il modello sale avete preso la termica, continuate a “spiralare” nello stesso senso. Se il modello scende “rompete” immediatamente il cerchio, abbandonate la discendenza lateralmente perché lasciando la discendenza sopravvento o sottovento rischiate di centrarla ancora meglio. Una volta liberi dalla discendenza riprendete la ricerca delle termiche.

Se vi trovate nella situazione in cui il modello mantiene la quota non abbandonate la zona, probabilmente nel giro di qualche minuto troverete una termica.

Una volta che avete “agganciato” la termica trasformate il percorso circolare in un percorso ovale per trovare il punto dove l'ascendenza è maggiore. Vi ricordo sempre che la termica è immersa nel fiume d'aria che scorre sempre quindi scorrerà sottovento sia la termica sia il modello. Quanto farlo allontanare? Dipende dalla vostra esperienza dalla portata visiva, e dalla capacità del modello di penetrare il vento. Inoltre tenete conto che probabilmente dovrete attraversare un'area di discendenza.

Specie se volare per sport come me, non commettete il grave errore di lasciare una buona termica per un' altra, continuate a cavalcare la stessa. Se il modello continua ad essere troppo alto usate l'aerofreno, oppure incrementare la leggermente la velocità trimmando il modello a picchiare. Lasciate la termica lateralmente (mai sottovento o sopravvento per evitare le discendenze) e dopo aver perso un po' di quota cercate di rientrare nella termica. Ma in termica bisogna sempre “spiralare”? Spesso si, ma ci sono delle eccezioni. Se vi trovate nella situazione di lieve ed estesa ascendenza associata a vento scarso o nullo è meglio percorrere dei tratti rettilinei per esplorare tutta la zona.

State cavalcando una termica siete scarrocciati sottovento e decidete di rientrare. Anziché puntare il modello direttamente contro di voi rientrate “bordeggiando” cioè facendo un percorso a zig-zag. Questo serve per vedere il modello lateralmente e quindi poter apprezzare i movimenti della coda e “vedere” la qualità dell'aria davanti a voi (presenza di ascendenze o discendenze)

All'inizio per volare a lungo serviranno delle termiche abbastanza forti ed estese ma persistendo e se avete la fortuna di seguire un modellista esperto riuscirete ad apprezzare le più sottili variazioni del modello e quindi dell'aria e realizzare dei voli molto lunghi.

Spero di essere stato chiaro e i più esperti mi perdoneranno se ho detto delle banalità ma all'inizio non lo sono. Felici atterraggi a tutti.

Bibliografia:

David Thornburg, Old Buzzard's Soaring Book

George Stringwell Radio Control Gliders, Nexus Special Interests

Martin Simon, Gliding with Radio Control, Nexus Special Interests

1Old Buzzard Soaring Book di D. Thornburg





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